Etica, industria, finanza.

Sempre di più si sta diffondendo una nuova cultura che mira all’investimento con caratteristiche etiche, dove l’investitore mira non solo alla speculazione ma punta su attività che rispondano a certi requisiti di responsabilità sociale ed ambientale. L’obiettivo è sempre lo stesso, cioè rafforzare la comunicazione sociale puntando sulla leva dei comportamenti di tutti gli attori che partecipano al processo aziendale.

di Cosimo De Maria

Partiamo dalla definizione che da Wikipedia: L’etica (dal greco antico εθος (o ήθος), èthos, “carattere”, “comportamento”, “costume”, “consuetudine”) è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati. Ma il web non esurisce lì la sua capacità di generare conoscenza in tempo reale. Infatti inserendo la parola etica in uno dei più conosciuti ed efficienti di motori di ricerca si può evincere che la parola etica viene spesso e in maniera molto incisiva associata ai temi della Finanza.

Finanza e investimento sono sempre stati visti con i parametri del rendimento, del capitale, dell’interesse. Sempre di più si sta diffondendo una nuova cultura che mira all’investimento con caratteristiche etiche, dove l’investitore mira non solo alla speculazione ma punta su attività che rispondano a certi requisiti di responsabilità sociale ed ambientale.
Muhammad Yunus (dal testo “Il Banchiere dei poveri” Ed. Feltrinelli) sui concetti dell’etica ha fondato in Bangladesh una banca, la Grameen bank, che presta soldi come le altre, ma non ai “soliti clienti” come le altre banche ma ai cosiddetti “poveri” con una filosofia di fondo che è tutto il contrario di una banca tradizionale.
Anche in Italia, sulla stregua di ciò che è stato creato da Yunus in Bangladesh si è dato avvio negli passati a questa nuova filosofia di fare finanza, di creare ricchezza con dei principi che privilegiano lo sviluppo della società e valorizzano gli aspetti non violenti, sostenibili e solidali con un approccio interdisciplinare al fine di creare nuovi modelli di relazione umana e produttiva. Ne sono uno esempio la creazione di alcune strutture bancarie la cui mission è esclusivamente quella di creare uno sviluppo economico e sociale equo e rispettoso dei diritti umani fondato sulla ricerca dell’interesse comune e dell’inclusione dei più deboli, specialmente nel sud del mondo, sulla protezione e rigenerazione dei beni comuni e sull’equilibrio ambientale. I concetti, di base sui quali si basano le attività di questi istituti bancari sono il microcredito, la famiglia, le energie rinnovabili
Ma non sono solamente gli istituti bancari ad aver adottato i principi dell’etica come nuovi modelli di business. Infatti molte delle odierne realtà aziendali dei più svariati settori e soprattutto enti pubblici hanno compreso che il perseguimento del profitto e il mantenimento del immagine aziendale non sono legati esclusivamente alle classiche leve di bilancio e del marketing.
Le aziende moderne e gli enti pubblici si affidano anche al cosiddetto Bilancio Sociale per “promuovere” la loro attività non limitandosi solamente ad aspetti finanziari e contabili. Il bilancio sociale nasce dalla consapevolezza che esistono diverse categorie di persone, definiti stakeholders, che hanno un diritto riconosciuto, o interesse, a conoscere quali ricadute, o effetti, l’ente produce nei propri confronti.

Oggi esiste un interesse generale che si manifesta non solo come somma delle aspettative delle singole persone che con l’azienda intrattengono rapporti diretti, ma anche come interesse della collettività.
Le aziende, pertanto, devono adottare una politica di comunicazione ampia, diffusa e trasparente in grado di soddisfare una domanda crescente di informazioni che riguardano, da un lato, i risultati reddituali e competitivi della gestione e, dall’altro, gli effetti sociali e ambientali connessi allo svolgimento dell’attività.

Per raggiungere questo obiettivo le aziende si sono dotati di strumenti che permettono di tenere sotto controllo i concetti si sostenibilità sociale ed etica. Uno di questi strumenti è il cosiddetto Codice Etico.
Il Codice Etico è l’altra faccia del Bilancio Sociale. Infatti dalla missione aziendale si possono diramare due attività concomitanti, una più generale rivolta al controllo delle politiche d’impresa (il Bilancio Sociale), l’altra ai comportamenti individuali (il Codice Etico).
Può definirsi come la “Carta Costituzionale” dell’impresa, una carta dei diritti e doveri morali che definisce la responsabilità etico-sociale di ogni partecipante all’organizzazione imprenditoriale.

Il Codice Etico è un mezzo efficace a disposizione delle imprese per prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome e per conto dell’azienda, perché introduce una definizione chiara ed esplicita delle responsabilità etiche e sociali dei propri dirigenti, quadri,
dipendenti e spesso anche fornitori verso i diversi gruppi di stakeholder.
Esso è il principale strumento di implementazione dell’etica all’interno dell’azienda.
Il Codice Etico è divenuto uno strumento per lo stakeholder manager, un mezzo che garantisce la gestione equa ed efficace delle transazioni e delle relazioni umane, che sostiene la reputazione dell’impresa, in modo da creare fiducia verso l’esterno.

Diverse sono le realtà aziendali che si sono dotati di questo importante strumento, tutte appartenenti a diversi settori, ma l’obiettivo è sempre unico è lo stesso, cioè rafforzare la comunicazione sociale puntando sulla leva dei comportamenti di tutti gli attori che partecipano al processo aziendale.
L’implementazione del Codice Etico all’interno di una realtà aziendale o un ente pubblico rappresenta una risorsa immateriale strategica per la cui acquisizione non sono necessari rilevanti sforzi economici ma diventa inevitabile diffondere una cultura orientati ai principi generali della Legalità, Correttezza e Riservatezza.
L’Etica è una risorsa inesauribile in natura, sfruttiamola all’infinito.

(Fonte: www.eccellere.com)

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